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Sinestesia e marketing: la potenza delle figure retoriche nella pubblicità

“Le parole sono il colore del pensiero,” ha dichiarato un giorno il famoso pubblicitario britannico, David Abbott. In un universo in cui la pubblicità diventa sempre più saturata, le parole e le immagini hanno il potere di evocare sensazioni, creare collegamenti inaspettati e risvegliare le emozioni più intime. Ecco che entra in gioco la sinestesia.

La Sinestesia nella pubblicità: un richiamo alla curiosità

Nel mondo del marketing e della comunicazione, la sinestesia non è solo un termine scientifico usato per descrivere una condizione neurologica. È una potente figura retorica, uno strumento che le marche usano per suscitare un’ampia gamma di sensazioni nei loro consumatori, con l’obiettivo di rimanere impressi nella loro mente.

Quando si parla di sinestesia in termini retorici, ci riferiamo all’uso di una forma sensoriale per descrivere o evocare un’altra. È un’esperienza multisensoriale che può essere usata per dare vita a un brand, rendendolo più ricco, coinvolgente e, soprattutto, memorabile.

Sinestesia nell’advertising italiano: l’esempio di barilla

Un esempio chiaro di questo fenomeno si può trovare nella pubblicità italiana. Prendiamo ad esempio la campagna di Barilla, “Dove c’è Barilla, c’è casa”. In questa frase, Barilla non vende semplicemente pasta, ma un’esperienza completa: il profumo di un piatto di spaghetti appena cucinati, la sensazione di calore di un abbraccio familiare, l’immagine di un tavolo apparecchiato con amore. Questa è sinestesia: il gusto della pasta evoca immagini, suoni e sensazioni di casa.

Creare il desiderio con la sinestesia: l’importanza delle emozioni nel marketing

Nell’esempio di Barilla, possiamo vedere come la sinestesia sia utilizzata per creare desiderio. Il profumo della pasta non è solo un odore, ma il desiderio di casa, di calore, di amore. Il desiderio è un fattore fondamentale nel marketing, e la sinestesia è uno strumento potente per crearlo. Come ha affermato Howard Luck Gossage, pioniere della pubblicità, “Nessuno legge gli annunci. Le persone leggono ciò che le interessa, e a volte sono annunci”. E cosa può essere più interessante delle sensazioni che ci riportano a casa, a un luogo sicuro e confortevole?

Da sensazione a azione: come la sinestesia stimola l’acquisto

La sinestesia, quindi, non solo cattura l’attenzione e suscita interesse, ma spinge anche all’azione. Pensiamo alla celebre campagna di Nutella, “La colazione che ti dà energia”. Qui, la dolcezza del cioccolato spalmabile non è solo un gusto, ma evoca l’energia necessaria per affrontare la giornata. Non stiamo più comprando una semplice crema di cioccolato, ma un inizio di giornata carico di energia.

In conclusione, la sinestesia è una figura retorica potentissima che può trasformare un semplice messaggio pubblicitario in un’esperienza multisensoriale, coinvolgente e irresistibile. È uno strumento che, se utilizzato correttamente, può fare la differenza tra una campagna pubblicitaria dimenticabile e una che rimane impressa nella mente dei consumatori.

Quindi, quando crei la tua prossima campagna pubblicitaria, ricorda le parole del pubblicitario Leo Burnett, “Fare della pubblicità è molto più di ‘vendere’, è l’arte di creare desideri”. Usa la sinestesia per creare desideri, per trasformare il tuo prodotto in un’esperienza, e vedrai la differenza.

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